Diminuisce il numero degli immigrati a Barcellona ma gli italiani rimangono al primo posto

Posted 2 years, 1 month ago at 3:38 pm. 1 comment

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Secondo uno studio statistico reso pubblico dall’Ayuntamiento di Barcellona la presenza degli immigrati nella capitale catalana è diminuita del 3,5%, 10.286 persone in meno rispetto all’anno passato, cifra che corrisponde al trend più basso degli ultimi 10 anni.
Analizzando i dati pubblicati nello studio il 42% degli immigrati residenti a Barcellona sono Latinoamericani, il 31% vengono dall’Europa, il 19% dall’Asia, il 7% dall’Africa e solo uno 0,1% dall’Oceania.

Per il secondo anno di seguito gli italiani si confermano la comunità più numerosa con 22.684 presenze, seguiti da ecuadoriani, pakistani e boliviani.
Anche la distribuzione degli immigrati nei quartieri della città vede un cambiamento di tendenza: se Eixample e Ciutat Vella si confermano rispettivamente al primo e al secondo posto nella classifica dei distretti cittadini con più alta presenza d’immigrati, sempre più stranieri si spostano verso Sants-Montjuic e Sant Martí, un tempo abitati tendenzialmente da catalani.
Per Carles Martí, vice sindaco di Barcellona, la riduzione indica “la fine di una tappa che possiamo definire la decade dell’accoglienza per intraprendere la tappa dell’integrazione”.

Certo è che la crisi economica ha infettato visibilmente l’economia catalana degli ultimi tempi e le richieste occupazionali si fanno sempre più esigue.
Una recente notizia lanciata dalla Fondazione Cassa di Risparmio (Funcas) parla, non a caso, del sorpasso di Madrid rispetto alla capitale catalana fino ad ora considerata assieme alla sua regione il fattore trainante dell’economia spagnola. Il tasso di disoccupazione vede significativamente una percentuale inferiore a Madrid, 14,1% contro il 16,25%.
Una curiosità: la percentuale di matrimoni misti, in cui uno dei membri della coppia è straniera (il 28%) è molto più elevata delle unioni in cui entrambi sono stranieri(9%).

Sembra che ci stiamo integrando bene!


One Reply

  1. danilo ciliberto Apr 22nd 2010

    Apprezzo il fatto di dover scrivere la parola liberazione, perche’ il fatto stesso di “dover usare” una parola ci porta a pensare di piu’ su quello che leggiamo.
    Duque liberazione da pregiudizi ed apatia che spesso ci rendono superficiali, facendoci scorrere al lato mille cose su cui potremmo dire la nostra.Il dato di 28% di matrimoni misti lo leggo come liberazione dai “vincoli” della nazionalità-nazionalismo.
    Viva la liberazione dalle vecchie maniere di comunicare (per pochi), e viva dunque ilo libero scambio di idee.

    saluti.


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